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Crosia

Crosìa è un borgo che, «abbarbicato ad alcune colline di argilla, domina [...] la piccola pianura su cui si stende la popolosa Mirto». 

Benché la prima documentazione storica in cui viene espressamente citata la terra di Crosìa risalga al 1213, le origini del suo insediamento possono essere ricercate in età Magno-Greca ad opera dei superstiti sibariti scampati alla strage compiuta dai crotoniani nel 508 a. C. 

Ancora oggi, forse a testimonianza dell’evento, nelle vicinanze del fiume Trionto tra Crosìa e Rossano vi è una località chiamata “Strange”.

Tuttavia le origini di Crosìa sono da ricercarsi nel toponimo che non ha niente a che vedere con le bacche del mirto, a dispetto dell’assonanza con la frazione di Mirto. 

Secondo alcuni studiosi il significato del nome Crosìa deriva dal greco kruséa, “luogo d’oro”o “città d’oro”, che riconduce alla lavorazione dell’oro e dell’argento provenienti dalle miniere di Longobucco. 

Vincenzo Padula addirittura riteneva che Cusìa -indicando il termine “il luogo in cui si fonde l’oro” e traducendo l’espressione in ebraico con Temese - non fosse altro che l’antica Temese sullo Jonio, diversa dalla Temesa sul Tirreno, tanto cercata dagli archeologi. 

L’interpretazione più fantasiosa fa derivare il nome Crosìa da quello della moglie di Enea, Kreusa, riportando una leggenda secondo la quale l’eroe troiano, sorpreso da una tempesta durante il suo viaggio dalle coste di Ilio alla volta del Lazio, riparò con la flotta presso la foce del fiume Trionto (a quel tempo denominato Trajes o Illias) e che sulla collina orientale dello stesso, assieme ai suoi compagni avesse dato vita ad una piccola città. 

All’originario nome Kreusa venne probabilmente aggiunta la desinenza “ia”, che trasformò il nome in  Kreusìa prima eKrusìa poi, per cambiare in Crosìa dopo l’Unità d’Italia. 

Se dal 1200 in poi la storia della Calabria è legata alle vicende feudali, quella di Crosìa ha inizio nel 1213 in concomitanza con le infeudazioni dei territori limitrofi di Pietrapaola, Cropalati e Caloveto, quali luoghi di un certo dominus Guindazzo.

Si avvicendarono ben trentatré feudatari. Ne ebbero la signoria i Guindazzo, i Ruffo, i Canavaglia, i d’Aragona di Montalto, i Mandatoriccio, i Sambiase.  Con quest’ultima famiglia Crosìa venne annessa al grande e ben organizzato Stato feudale, che comprendeva anche i comuni di Caloveto, Calopezzati, Pietrapaola, Mandatoriccio, Bocchigliero, Campana, Cariati, Terravecchia.

Ciò nondimeno sotto il ducato di Teodoro Mandatoriccio, quando questi acquistò il feudo di Mirto, Crosìa pervenne ad un ottimo livello di benessere.

Nel 1938 Crosìa divenne Comune autonomo.

La maggior parte della popolazione del Comune di Crosìa risiede oggi a Mirto, fulcro dell’economia locale.

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